Ho visitato con gran curiosità la bella chiesa dedicata al Patrono della mia
cittadina, Augusta; è rimasta chiusa per oltre un quarto di secolo e la sua
riapertura, avvenuta con grande cerimonia lo scorso 13 Maggio, ha prodotto tra i
miei concittadini molti positivi commenti.
Osservando i complessi restauri, la splendida pavimentazione e le opere d'arte
custodite, sono rimasto incuriosito da un dettaglio di un grande dipinto con
l’ effigie del Santo spagnolo, che infatti porta raffigurato, ai suoi piedi,
un simpatico cane che pare attendere paziente il suo comando, ma cosa ci fa
questo piccolo animale in quest'ambito sacro? Ho inoltre notato che il cane è
osservabile anche in un altro dipinto e poi sulla facciata esterna, sullo stemma
posto sul timpano.
Con una breve ricerca su questa simbologia, ho appreso che San Domenico Guzman
fondò l'ordine dei Frati predicatori Domenicani nel tredicesimo secolo, e la
scelta del cane da parte dei Domenicani deriva da almeno due motivi. Il primo
narra che Giovanna, madre di Domenico, la notte del 24 maggio 1470, poco prima
di partorirlo, sognò di portare in grembo un piccolo cane che, non appena nato,
corse via con in bocca una fiaccola accesa, simbolo del dono lucente della
Fede.
Il secondo motivo è legato all'opera che i Domenicani devono compiere: essi
hanno lo scopo di diffondere la fede in territori lontani e quindi una riflessione sul nome portò che i "Domeni-canes" sarebbero stati i
cani del Signore, fedeli e pronti a difendere le greggi di Cristo dagli attacchi
degli eretici.
A. Coria