"Arteoggi"

Le esigenze fisiche dell’uomo lo condannano a compiere il proprio cammino durante tutto l’arco di veglia, sino a porvi termine crollando sul giaciglio per l’ulltima con il sonno;  Eppure nella nostra vita ripetitiva e distratta non ci rendiamo conto di far morire d’inèdia la regione più recondita, eletta e sensibile del nostro cervello, quella che vibra liberando gli ormoni del benessere, quella che distingue l’indole animale da quella umana, quella che può donarci serenità, essa è ben diversa dal nostro stomaco perchè sfamarla significherà cibarsi  di arte, poesia, tramonti, profumi e colori.

Vivendo i tempi serrati di questa società siamo travolti dalle immagini provenienti da pubblicità, film, televisione e giornali che confondono l'uomo contemporaneo, questa forse la causa dello scarso interesse suscitato dall'Arte, inoltre fruirla visitando una Mostra, un Museo od una Galleria  per poter contemplare un'opera tentando di carpirne i contenuti è arduo in quanto essa è scarsamente distinguibile nel mare mediatico in tempesta;

Sono questi i tempi più duri per un artista, che ha come scopo della sua vita l'attenzione di un pubblico, e sopravvive solo se ne riscuote i consensi; La confusione cresce se prendendo ad esempio  le cosidette opere d'arte moderna o contemporanea (se d'Arte si parla) perchè    incomprensibili in quanto attività esercitata da folli che non sanno da che parte si usa un pennello e dozzinali perchè devono rispondere alle attese di un mercato vastissimo che li obbliga al rapporto inverso + quantità - qualità, quest'arte scodellata trova spazio nell'informazione a causa dei cosidetti esperti, che con una valanga di concetti astrusi sfonda le menti non critiche e ne plagia il pensiero;

Ma non voglio continuare con questa denuncia e lascio spazio a qualche parere ben più autorevole del mio.

- A. Coria

 

 

 

"Sono convinto che le opere dell'avanguardia d'oggi siano il frutto avvelenato di un degrado spirituale con tutte le conseguenze di una tragica perdita d'amore per la vita."

Pietro Annigoni

 

 

 

      I  QUADRI  ASTRATTI  NON  LI  COMPRATE...... 

      MA  FATEVELI  DA  SOLI !!!   (Mino Maccari)

Stefano Zecchi

"Diciamoci la verità, un pò brutalmente, la stragrande maggioranza delle opere artistiche contemporanee o (novecentesche), sembrano state pensate e fatte per essere rifiutate dal pubblico, per fare in modo che, la gente, quella comune di cultura media, cioè la maggioranza nel nostro occidente, non si avvicini all'Arte; Invece sono felice di constatare che c'è una tendenza, un sentimento artistico interessato a ritrovare sempre più un rapporto comunicativo con il pubblico".

Prof. Stefano ZECCHI (da "Capire l'Arte", Mondadori)

 

Qui sotto vi allego il manifesto del MITOMODERNISMO: con 9 regole scritte il Prof. Stefano Zecchi insieme al Poeta Giuseppe Conte,  hanno concepito un vademecum per riportare l'Arte verso la ricostruzione;

QUESTI I COMANDAMENTI PER L'ARTISTA DEL DUEMILA