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Rime per Augusta
"setteturisti"
Un dì d'Agosto giunsero, alla Porta di Spagna, sette turisti sudati come spugna; |
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Il Primo, sebbene fosse esimio storico mi chiese del Castello, ma io confuso, risposi generico... Lui m'illustrò i bastioni e l'alte mura ricche di storia per me oscura; |
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La Seconda, una girovaga velista che ammaliata dalla costa, trovò un mite Golfo sullo Ionio dal nome greco antico Xifonio; |
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| Il
Terzo, era un fine artista sorpreso da sole color aragosta
coi pennelli di navi, moli e Porto fece un dipinto con gran trasporto; |
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La Quarta un'affascinante Biologa
che sortì "rispettiamo la
Folaga!"
tra tutti i migratori forse la più bella ed incline a trovar riparo tra canne alle Saline"; |
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Il Quinto, fu un atletico ciclista che narrò a tutti la sua stupenda vista! Quando salì al Monte per il Faro portò con se un ricordo raro; |
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Il Sesto, un anziano Ufficiale tornato per riveder la città gioviale, egli infatti, non potè dimenticare i marinai e la Base militare; |
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Il Settimo ero io, che pure vi ero nato! Compresi solo allora che tesoro il destino mi ha donato, e da quel giorno, amare Augusta fu per me sublime come conquista. A. Coria |
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Dedicata ad Antonio
E tu resti felice a vegliare nel buio. |
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